Inviato: Dom Apr 15, 2007 8:19 pm Oggetto: Parole per te.
Era la pelle una corazza di carta e lo sguardo un battito d'ali che l’attraversava come se fosse cielo. Il viaggio al centro della terra l’abbiamo fatto per diventare fiamma dentro al fuoco e non pensare che il tempo sia misurabile come una distanza, perché se spegnere la luce è un'illusione, riaccenderla guardando il sole fisso, fino a diventare cieco, è essere felici di esserlo, perché così non si può più guardare la notte che non consola e non ci si accorge se si è morti o rinati e se camminiamo storti o se sia passato un secondo oppure secoli, per poi ritrovarsi a capire che quelle colline ventose davanti a me, in realtà sono dentro me e io non sono che un filo d'erba che attraverso la roccia è spuntato più forte che mai per ritrovarmi qui di nuovo, solo.
Forse come te, ora.
Così è il tempo senza tempo, così sono le parole che ritornano e urlano che quei secoli al buio sono stati più brevi di un bacio e la tua mano è sempre qui, nella mia, per ridarti la forza che dai e riprenderla e ridartela e ritrovare quel pensiero ondeggiante di malinconia in un piccolo tremore da qualche parte dentro me, o dentro te.
Parole scritte senza pensare. Parole per te, per pensarti ancora.
_________________ Cristiano Sias
Noi possiamo venir fuori quando le ombre coprono le fessure (W.Burroughs)
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da dove mai si insinuano le tue parole che curano le cose piccole andando incontro alle erbe scricchiolanti dei valloni protetti? grande mondo, spietato, ostile a chi a piedi oltrepassa le siepi: niente però indietreggia e i ricordi e i momenti cari sono conservati nell'attaccamento, l'attesa della vita si rifugia nelle piante che tu annaffi senza fine scostandole teneramente alla minima brezza. il mio respiro accanto al tuo cerca un accordo assurdo poi va, come un nuotatore nella corrente che si lascia trasportare a docili acque.
queste parole sono diventate la mia tentazione, la mano che muove al cielo, sempre vicina al fremente petto, sconfinato amore che mi piace e crea. tu sai essere pensiero di larghe visioni, tu di desiderio, capelli e pieghe di pelle, stai facendo struggimento di me: cammino sulle tue vertigini, mi butto nel nido delle serpi perchè spranghi dolce l'ora.
E’ troppo… e non è mai troppo se lo smuovere pensieri diventa corteggiamento di anime che si conoscono “solo” attraverso le parole; “solo”… che è solitudine elevata a totalità dell’universo per menti aperte alla vita… e alla morte. Così le parole rendono le menti preziose perché a loro è dato di percepire e trasmettere l’energia possente delle sensazioni. Sono menti sorelle e rivali di conoscenza… menti amiche che si salutano e ripartono. A volte per non incontrarsi mai più.
E’ troppo… e non è mai troppo.
Grazie
(Amicitia: Donna vestita di bianco, ma rozzamente, mostri quasi la sinistra spalla et il petto ignudo, con la destra mano mostri il core, nel quale vi sarà un motto in lettere d'oro così: “Longe et Prope” et nell'estremo della veste vi sarà scritto: “Mors et vita”. Sarà scapigliata et in capo terrà una ghirlanda di mortella et di fiori di pomi granati intrecciati insieme, nella fronte vi sarà scritto: Hiems, Aestas. Sarà scalza et co'l braccio sinistro terrà un Olmo secco, il quale sarà circondato da una vite verde. Il vestimento bianco et rozzo è la semplice candidezza dell'animo, onde il vero amore si scorge lontano da ogni sorte di fintioni et di lisci artificiosi. Mostra la spalla sinistra et il petto ignudo, additando il cuore co'l motto: Longe, et prope, perché il vero amico o presente o lontano che sia dalla persona amata, col cuore non si separa giamai… - Cesare Ripa)
_________________ Cristiano Sias
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Grande Diana, questa forse è più vicina all'amicizia come l'ho immaginata io e lo stesso Ripa, quando ancora con l'amico che mi regalò quelle parole mi relazionavo a sogni e lettere piuttosto che a tradimenti, tratta dal Minerva Britanna del Middlebury College di Londra. Sono meno leggibili le scritte ma in essa c'è anche hiems aestas (inverno, estate... della vita, a simboleggiare buona e cattiva sorte). A volte più si conosce meno si vive e oggi quella donna mi apparirebbe forse più invecchiata e stanca, fino a che non si incontra di nuovo qualcosa di sincero che le ridona grazia e credibilità...e anche mi chiedo perché di certi grandi parlino spesso più gli stranieri che gli italici, ma questo è altro discorso.
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immergo ancora le dita in questa acquasantiera di parole perchè la mente snodi le sue spire seducenti in un paesaggio di vaghi contorni e visitatori senza nome. nella parola giace il respiro dei versi, la forma di noi che passa fuori dai sogni, pezzi di frase dove tu ritorni, richiami d'ombra rosa dove le vite si adunano; si vivono mille secoli nelle sue rime, parole aperte sul bianco delle porte, conforto, aiuto per partire, confuse in luce, fioche, rapite. apro le finestre: tremano un po', attraverso quello che si vede vorrebbero passare, ma a stento nel pianto, nell'anima. cedo alla voce, vieni amore, finalmente te lo dico.
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