Inviato: Mar Giu 17, 2008 12:55 pm Oggetto: Non il mercato è globale ma la redistribuzione della povertà
Non il mercato è globale ma la redistribuzione della povertà
(by Massimo Pacelli)
Con l’avanzare dell’età, con una frequenza inversamente proporzionale al tempo che si assottiglia, una domanda mi assilla la mente: come può fare per farsi ascoltare, un singolo individuo che non disponga di propri mezzi di comunicazione e che ritenga necessario, per il fatto ineludibile ed ineluttabile di essere e sentirsi parte di una società, dover alzare la voce a tal punto che essa possa essere sentita ed ascoltata dal maggior numero dei propri simili, qualora sia convinto che quella stessa società debba essere assolutamente resa cosciente di forti motivi di preoccupazione e pericolo?
Come risposta ho scelto questo sito, che mi ospita come autore di pochi indegni versi, per raccontare la mia visione, la mia versione dei fatti.
Esiste il concetto di “ricchezza” la quale viene percepita, ovviamente, attraverso la sua manifestazione: belle case, automobili da sogno, panfili, grandi feste, costosi abbigliamenti ecc. ecc. La percezione della ricchezza di un paese non si discosta molto da quella sopra descritta. Assistiamo oggi ad una forte, fortissima compressione della “ricchezza”, qui nel nostro paese come in tutto il mondo “industrializzato”. Questa compressione genera il fenomeno, ormai ben evidente a tutti, dell’indebolimento e dell’impoverimento complessivo di fasce sociali precedentemente benestanti. Insomma è ormai famosa la frase secondo cui i ricchi “veri” sono sempre più ricchi e i poveri aumentano di numero e si allarga la fascia di individui che vive sulla soglia della povertà.
C’è da chiedersi se questo fenomeno sia conosciuto e spiegabile dalla miriade di esperti di economia che interpretano le fortune dei sistemi economici dei paesi industrializzati; dai ministri dell’economia e delle finanze; dagli addetti ai lavori. Perché: o non hanno compreso il fenomeno, e allora mandiamoli tutti a casa, oppure il fenomeno è stato ben compreso ed è conosciuto ma la soluzione è talmente spiacevole che non si ritiene opportuno comunicarla ai comuni mortali che darebbero luogo a chissà quali sovvertimenti.
Per comprendere quello che sopra ho solo accennato è bene partire dal concetto di ricchezza che non va confuso con la sua manifestazione.
Infatti, la ricchezza non è denaro in banca, proprietà immobiliari o quant’altro. La ricchezza consiste nel flusso monetario. Per spiegarmi meglio farò un esempio banale: ipotizziamo che il soggetto A guadagni 3000 euro in un mese, il soggetto B guadagni gli stessi 3000 euro in un giorno e il soggetto C ancora gli stessi 3000 euro in un anno. Ebbene è di tutta evidenza che potremmo definire ricco il soggetto B, benestante il soggetto A, povero il soggetto C. Ma cerchiamo di capire qual è il significato del guadagno dei 3000 euro. Ebbene non significa altro che una stessa quantità di denaro circola nelle tasche del soggetto B mediamente 30 volte più velocemente che nelle tasche del soggetto A e 365 volte più velocemente che nelle tasche del soggetto C (ecco spiegato il concetto di flusso). Potremmo sostenere, quindi, che la ricchezza è determinata dal maggior numero di volte che una determinata somma transita nelle tasche di un determinato soggetto in un tempo determinato e costante. Questo concetto è fondamentale per comprendere il fenomeno non più a livello personale ma a livello globale, poiché la ricchezza di un individuo non è concettualmente diversa, come abbiamo detto sopra, dalla ricchezza di un paese. Orbene, un paese sarà tanto più ricco quante più volte una somma di denaro, in questo caso determinata e, essendo un paese una comunità di persone, proporzionale al numero degli abitanti, confluirà nelle casse di quel paese in un tempo determinato.
Ecco quindi che, se cercassimo di “vedere” questi flussi monetari come vènti planetari che si spostano da un paese all’altro del globo, potremmo vedere che questi girano molto più velocemente nelle aree del pianeta più “industrializzate” e molto più lentamente nelle aree del terzo e del quarto mondo.
Che cosa sta avvenendo da ormai oltre un decennio? che il fenomeno economico della cosiddetta “globalizzazione” ha cominciato a spostare la circolazione di quei “vènti” monetari sempre più verso gli ex paesi del terzo mondo, l’Asia in particolare, ma anche altri paesi come l’est Europeo ecc. Poiché però i “denari” non possono riprodursi come frutti o come animaletti, ma devono corrispondere ad una certa quantità di oro che giace nei forzieri di ciascuna Nazione (anche se su questo sarebbe da aprire un capitolo a parte), la più veloce circolazione di moneta nei nuovi mercati determina necessariamente e irreversibilmente il rallentamento del flusso nei paesi cosiddetti “industrializzati” e, con esso, il loro impoverimento. Tale destino parrebbe quindi segnato e quindi dovremmo aspettarci di diventare sempre più poveri. Che cosa va, però, aggiunto? Poiché il rallentamento della circolazione nei paesi industrializzati determina un impoverimento, come abbiamo detto, delle popolazioni industrializzate ma il corrispondente arricchimento dei paesi emergenti, essendo paesi in cui la popolazione è molto più numerosa, non determina un proporzionale e corrispondente arricchimento degli individui, si assiste ad un “globale” impoverimento degli abitanti di questo pianeta e, questa condizione di maggiore povertà generalizzata, fa emergere in maniera ancora più evidente la ricchezza di quei soggetti che governano i flussi monetari (e parliamo di multinazionali del petrolio, di banche ecc. insomma dei soliti soggetti).
E adesso, chiudendo questo, spero non eccessivamente noioso e incomprensibile, discorso, sarebbe bene che qualcuno ci spiegasse se e, eventualmente, in quale misura, abbia un ruolo in tutta questa faccenda un gruppo che ormai da oltre cinquant’anni si riunisce annualmente. Ci riferiamo al Gruppo Bilderberg.
Che cosa è questo gruppo? Il gruppo Bilderberg nasce nel 1952 e prende il nome dall’Hotel in cui, nel 1954, una quantità di politici e uomini d'affari si riunì. A Oosterbeek, in Olanda. Da allora le riunioni sono state ripetute una o due volte all'anno per circa un centinaio di partecipanti ogni volta.
Molti partecipanti sono capi di Stato, ministri del tesoro e altri politici dell’Unione Europea (anche l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa, il suo successore Giulio Tremonti e numerosi altri politici, imprenditori, funzionari di governo italiani, hanno partecipato a qualche meeting. A titolo personale? Nella loro funzione Pubblica? Beh, perché non ci spiegano perché si sono guardati bene dall’informare anche semplicemente che partecipavano a questo consesso?), ma prevalentemente i membri sono esponenti di spicco dell’alta finanza europea e anglo-americana. I partecipanti si distinguono in diverse categorie (non ci ricorda forse le logge massoniche?), ma principalmente in due: coloro che sono membri permanenti dell’organizzazione e coloro che possono essere invitati in via eccezionale come spettatori o relatori. Singolare è il fatto che chiunque partecipi è tenuto a mantenere il più stretto riserbo (meglio: segreto) circa i temi di discussione (perché in tre giorni, tanto durano le riunioni annuali del gruppo, si parlerà pur di qualcosa!). Anche influenti rappresentanti della più accreditata carta stampata partecipano al gruppo, eppure nessuna notizia trapela degli incontri né delle discussioni (bah!). Poiché mi rendo conto che in questo mondo frequentemente capita di fare dietrologia, mi limiterò a riportare quelle informazioni che sono, almeno credo possano essere ritenute, oggettivamente attendibili. Per chi avesse voglia o desiderio può tuttavia approfondire questo argomento semplicemente digitando “Bilderberg” in uno dei tanti motori di ricerca e troverà di tutto, anche di un ipotetico nuovo ordine mondiale e, comunque, elenchi su elenchi di partecipanti.
Tornando a noi, dice l’Enciclopedia Britannica alla voce “Bilderberg Conference”: annual three-day conference attended by about 100 of Europe’s and North America’s most influential bankers, economists, politicians and government officials. The conference, held in a different Western country each year, is conducted in an atmosphere of rigid secrecy…(1)
Oppure, come risulta agli atti dell’House of Commons Hansard del 30 marzo 1998 colonna 377 in quella che da noi sarebbe definita un’audizione al Parlamento del Primo Ministro in cui questi risponde ad interrogazioni e interpellanze parlamentari, nella quale Mr. Gill prende la parola: “per chiedere al Primo Ministro, se i membri del suo governo hanno partecipato alle riunioni del gruppo Bilderberg”
E il Primo Ministro non risponde: alle riunioni di chi?
ma, mostrandosi tranquillamente a conoscenza del Gruppo, risponde candidamente e semplicemente: no!
Insomma, non voglio dire che ci sia una relazione diretta tra quanto ho sopra raccontato in merito all’impoverimento di tanti ed all’arricchimento di pochi e il gruppo di amici che si riunisce per una bella vacanza di tre giorni nei quali si recita probabilmente il rosario, gli uomini fumano il sigaro e le donne fanno la calzetta; però, perché non dirci almeno chi vince a carte?
(1) Conferenza annuale di tre giorni di circa 100 partecipanti tra i più influenti banchieri, economisti, politici e funzionari di governo d’Europa e Nord America. La conferenza, che si tiene in un differente paese occidentale ogni anno, è condotta in un’atmosfera di rigida segretezza.
confesso sono passato ho visto che era lungo e ho detto: è la solita stronzata. Poi una mail mi ha richiamato all’ordine e un’altra mi ha detto "la scarsa attenzione dei temi proposti in quell’articolo è emblematica della condizione di assoluta ignavia in cui versa ormai tutta la società. Che, alla fine, si merita ciò che non solo non combatte ma neppure vuole sentire"
ora chiedo scusa per non averlo letto prima ma qualcosa non mi quadra. Io sono un asociale, per me è normale. ma qui il mondo va al contrario, vuoi vedere che mi fanno passare per buono?
Cioè una volta era più semplice scegliere, tra cattivi e buoni era un confronto equilibrato, si sapeva chi erano gli uni chi gli altri e a me i buoni sono sempre stati un po sulle scatole. Rileggendo quella profanazione di Sartre nella home che mi era sembrata un’altra stronzata ho pensato "questi sono davvero incazzati". Ma non si può avere nausea dell’ignavia. insomma qui non si tratta più di decidere se stare dalla parte dei buoni o dei cattivi, ora si deve decidere se stare dalla parte dei buoni o dei pirla?
Poiché i ricchi tengono im mano gran parte dei capitali mondiali,sarebbe bene non trattarli troppo male perchè sono gli unici in grado di salvare i poveri,dato che i poveri da soli non si possono salvare.Inoltre i ricchi sono gli unici in grado di far fruttare i capitali che in mano dei poveri andrebbero perduti.
Ma si frustiamoli,costringiamoli al keelhaul,alla puribantia,se sono poveri qualche colpa magari karmatica l’avranno pure loro.Questi faniente che pretendono di vivere a sbafo di noi ricconi,di noi che ci siamo procurate le richezze facendo smazzare dei paria fanulloni,che magari per loro disattenzione hanno rovinato le nostre macchine,facendosi male,morendo!Questo insopportabile pulviscolo umano!....
No ! Non sono impazzito !
Ho solo voluto immaginare di dare la parola anche ai ricchi per par condicio.Questo di dare la parola anche a chi la pensa in modo diametralmente opposto al nostro è un esercizio di democrazia e di giustizia che tutti dovrebbero fare, e ciò in base alla saggia sentenza di Voltaire:disapprovo ciò che tu dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.
E a proposito di pulviscolo umano, visto che ormai c'è ben poco da spremere, voi ci credete che questi miliardi persi dalle borse siano veramente bruciati? Non siamo più alla preistoria del '29 e i temi proposti da Massimo sono di attualità ancor più in questo momento: insomma oggi chi deve fare i soldi dove può andare a prenderli, se non dove già ci sono? Non è che i furbetti ricconi voltairiani stanno correndo ai ripari per limitare i danni di questo livellamento globale verso il basso? certo non a vantaggio del mondo, bensì delle loro tasche... Dopo le guerre fra poveri ecco le guerre fra ricchi, cari signori.
Se Voltaire fosse vissuto oggi avrebbe detto probabilmente: "disapprovo ciò che tu dici ma difenderò fino alla tua morte il tuo diritto a dirlo".
Anche perché tra un po', più che andare in "vacanza" anche noi, che potremmo fare...
_________________ Cristiano Sias
Noi possiamo venir fuori quando le ombre coprono le fessure (W.Burroughs)
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