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Disinformazione trasversale o piramidale?

 
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Cristiano Sias
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MessaggioInviato: Mar Apr 28, 2009 2:13 pm    Oggetto: Disinformazione trasversale o piramidale? Rispondi citando

Disinformazione trasversale o piramidale?

(Poesia, comunicazione e minacce)
Articolo di Cristiano Sias per Nuovapoesia

Nuovapoesia oggi: "ci sono tante novità, ma prima di tutto restiamo sempre accanto a chi difende la civiltà, il rispetto e la libera comunicazione ed espressione, artistica e sociale" (staff NP).

Così alla fine anche noi siamo sbarcati sul continente Facebook e la prima sensazione è stata proprio quel dubbio, espresso nel titolo di questa lettera aperta, che vorremmo condividere con voi, se avrete la pazienza di leggerla fino in fondo.
Il termine trasversale è utilizzato per definire un'iniziativa o una idea sostenuta o condivisa da persone, movimenti o correnti di pensiero differenti e sovente in netta contrapposizione fra di loro, sia nel bene sia nel male. Trasversale infatti è l’arte, la mafia e gli spaghetti. Sicuramente lo è la solidarietà di fronte a disgrazie come quelle dell’Abruzzo, quando è sincera, o la stupidità umana, che mai conosce colori o frontiere. Questo, lo sappiamo.
Ugualmente, ognuno di noi è informato sulla periodicità regolare e crescente di segnalazioni da parte di persone appartenenti al cosiddetto mondo dell’informazione, riguardo ai continui tentativi di manipolazione e controllo della stessa.

Quello su cui siamo forse meno informati è il recente strasbordare di questo controllo verso i ceti più bassi della popolazione, quelli per intenderci seguiti con sempre maggior attenzione dai media ma che certamente media non sono. Semmai dei media essi sono un target, o il "bersaglio", traduzione italiana sicuramente più appropriata. Tranquilli, non parlo qui di privacy, carte di credito o telecamere, ma proprio del più elementare diritto umano, quello di poter esprimere liberamente la propria opinione, qualunque essa sia. Ritengo che il fatto che questa tendenza si stia lentamente ma decisamente insinuando nel quotidiano di ogni singolo cittadino, e cioè del semplice piuttosto che del dotto e dell’organizzazione di potere, sia ancora più pericoloso per la nostra società.

E’ vero che ormai più nulla ci sorprende. Sembra normale per esempio che il nostro ministro della programmazione economica ci faccia spendere oltre sei milioni di euro l’anno per spostarsi da casa all’ufficio perché non vuol fare 50 km in auto o che la Carige pubblicizzi sul suo sito - senza vergognarsi - di aver donato la fantasmagorica cifra di 100 mila euro all’abruzzo, esattamente come se io pubblicizzassi sul mio di aver dato un euro al mendicante sotto casa.

No, non si tratta più di minacce e attacchi a giornalisti che fanno servizi sulla mafia, sulla droga, terrorismo o quant’altri mali sociali, come la coraggiosa Gabanelli della trasmissione Report, costantemente tenuta sotto sorveglianza e protezione. Qui si va a toccare i deboli, i “senzavoce”, è qualcosa di molto più grave, strisciante. Due sono i fatti che vi cito ad esempio, sufficienti a dimostrarlo, uno legislativo, l’altro di cronaca:

L’inquietante legge sull’editoria. Il disegno di legge noto come L69/07 sull'editoria, presentato il 3 agosto 2007 dal Governo precedente, equiparava ogni presenza su internet, come siti e blog di qualunque tipo o natura, anche gestiti da un privato e non a scopo di lucro, a un prodotto editoriale, soggetto quindi ad ogni normativa esistente sulla stampa.
Cosa significa? Significa che, mentre negli Stati Uniti un blogger di 13 anni è tutelato come un giornalista, in Italia invece, unico paese al mondo, lo stesso ragazzino - o chi per lui - è costretto a iscriversi al ROC (registro operatori di commercio) con tutti gli adempimenti e le aggravanti penali in caso di contestazione o denuncia. Se pensiamo al blog di Grillo (che vende i propri cd, ma il sito e' tutto gratuito, e lui non è impresa) possiamo immaginare che cosa abbia spinto a iniziative come questa. La legge, come tutti sanno, non è mai stata applicata, ma resta oggi come una spada di Damocle sospesa su tutto il net people, quasi avesse ben in evidenza sull’elsa la scritta “attento a come ti muovi” . E infatti fu subito approvata il 12 ottobre 2007, malgrado le polemiche, le contestazioni, la previsione di discuterla, ecc. (
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) - non reg. [http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/testo_int.asp?d=36760] - e anche se la Cassazione (
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) - non reg. [http://www.civile.it/internet/visual.php?num=66919] - escluse poco tempo fa che internet fosse stampa, l’art 26 della suddetta legge continua a non consentire di evitare l’iscrizione al Roc.
La ciliegina sulla torta fu posta a fine 2008 invece dall'attuale parlamento: il ddl è tornato recentemente in discussione, provocando il subbuglio nella rete. La stampa estera si tuffò allora su questa ipotesi di legislazione senza precedenti. Il Times scrisse che solo una classe dirigente anziana come quella italiana poteva elaborare una normativa così sgangherata (miope ndr) sui blog e l'editoria online. Di certo questa classe dirigente non è solo anziana o miope, è anche sorda.

Insomma, è successo che un governo cadesse prima di concretizzare un'iniziativa legislativa e che un altro la rimettesse in discussione. Più trasversale di così, questa nostra bizzarra “democrazia” non poteva essere.
Finirà che porteremo tutti i blog all’estero?

Comunicazione e minacce. Da quando il sito Nuovapoesia è sorto come ipotesi di alternativa culturale, moltissime sono state le mail o le telefonate offensive, umilianti e le operazioni di diffamazione, pur definite “faide da condominio” dal magistrato di turno.
A qualcuno però sembra che sia andata ancor peggio. La notizia è di questi giorni: ll direttore editoriale di un piccolo ma attivo ed interessante mensile nazionale, a conduzione poco più che familiare, distribuito in edicola e presente online, Libero Reporter, è stato oggetto di un attentato il 14 cm. Questa è la sua testimonianza: “Vero è che su LiberoReporter conduciamo inchieste su verità scomode pubblicando persino gli stralci delle prove per dare certezza dei fatti descritti. Questo giornale, infatti, è nato per il gusto di fare corretta informazione senza appartenenze di parte, economiche, finanziarie.Quello che mi preoccupa è la disattenzione di troppi colleghi verso questo grave fatto che mi ha colpita. Colleghi che, in questo modo, non proteggono la categoria, anzi, così facendo, si autoespongono ai ricatti di quanti vorrebbero imbavagliare l'informazione. Quanto è successo a me, di questo passo, può capitare a chiunque" .

Il silenzio dei colleghi”? “può capitare a chiunque”? Ma cosa dice mai, Dottoressa Russo! La smetta di farsi pubblicità! Solo chi muore davvero, ha diritto alla solidarietà e al rispetto...
Prima e dopo questo attentato, ci furono ancora intimidazioni, telefonate, gomme tagliate, quest'ultimo fatto sembra che sia avvenuto proprio il giorno della liberazione, quasi in segno di spregio evidente, e tutto avvenne sempre nel silenzio sconcertante di ogni organismo di stampa, radiofonico e televisivo. La cosa che più fa paura è che solo dopo questi ennesimi fatti le agenzie di stampa cominciarono a muoversi.

C’è veramente da chiedersi: che fine sta facendo l’informazione? Possibile che tutto debba avere un’escalation estrema, per meritare la nostra attenzione e spingerci ad alzarci dalla nostra comoda poltrona soltanto quando il soffitto è ormai crollato sulla testa?

Non so dirvi se adesso faranno un attentato anche a me, che parlo di libera poesia, libera cultura, dopo qualche articolo su di noi e questo articolo e… ma qualunque cosa accada, amici, apriamo gli occhi! E non dimentichiamo mai l'importanza di un sorriso.

Cristiano Sias
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Cristiano Sias
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MessaggioInviato: Mar Apr 28, 2009 9:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Errata Corrige: qualcuno mi ha fatto giustamente notare che Il Roc è il registro degli operatori di comunicazione, non del commercio. Prendo atto e rettifico, anche se mi sembra giusto precisare che un "operatore della comunicazione" è una persona o una società che svolge un'attività a scopo di lucro. Dove c'è ricavo c'è acquisto e vendita, quindi commercio. Un'associazione, per esempio, non può mai essere "un operatore di comunicazione", per cui la precisazione pur doverosa non cambia il senso della lettera.

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MessaggioInviato: Mer Apr 29, 2009 7:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho riflettuto prima di pubblicare la mail qui sotto che ha causato la rettifica precedente, perché si tratta di una mail personale. Il suo contenuto è però troppo importante per non essere valutato. La pubblico quindi omettendo i dati del mittente, e specifico soltanto che si tratta di un importante giornalista di un noto quotidiano nazionale. Al di là dell’errore sul Roc, la domanda che mi sono posto infatti è stata:
Se un giornalista di tale esperienza sembra mostrare una così scarsa conoscenza del web, cosa potremo mai aspettarci dai nostri politici, che di “questa” informazione sono figli?

From: X
To: Nuovapoesia
Sent: Tuesday, April 28, 2009 9:34 PM
Subject: R: Disinformazione trasversale o piramidale?

Disinformazione? Il Roc non è il registro degli operatori del commercio, come dite voi, ma della comunicazione. C'è un po' di differenza. E io che faccio il giornalista da più di trent'anni sono convinto che anche chi lavora su internet debba poter essere indentificato da chi, ad esempio, viene diffamato.
(Seguono dati e recapito telefonico del mittente)


From: Nuovapoesia
To: X
Sent: Tuesday, April 28, 2009 9:58 PM
Subject: Re: Disinformazione trasversale o piramidale?

Capisco, rispetto la sua opinione e la ringrazio per la risposta. Spero però che lei non sia per la schedatura di massa. Comunicazione o commercio cambia poco e io posso essere d'accordo sul merito , ma non sul modo. Qui non stiamo parlando di chi lavora: lo sa quanti iscritti privati hanno una pagina su Facebook? Oltre 200 milioni!
Io vado oltre: deve essere identificato anche chi non lavora! E io che faccio l'informatico da trent'anni le assicuro che su Internet CHIUNQUE è SEMPRE identificato. E' sufficiente dare più poteri alla poltel e regolamentare i provider, invece di fare leggi stolte che scatenerebbero gli hacker di mezzo pianeta:-).
Cordialmente

Cristiano Sias

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Thanatodes
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MessaggioInviato: Mer Apr 29, 2009 8:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certamente, ora che nulla è più scontato di una pubblicazione, in genere piuttosto breve, tramite la rete, non si possono purtroppo non sottovalutare i rischi che il senso comune (quella lontana entità che via via viene soppiantata da un'opinione che invisibilmente si infila nella nostra percezione) è costretto a correre riguardo alla libertà di pensiero.
Però c'è da aggiungere questo: che cosa si può fare, quando non esiste nessuna certezza riguardo al decoro, alla decenza, al "così può bastare?" la libertà di pensiero esiste, è un dato di fatto; ma mentre da una parte questa libertà viene scoraggiata con dele intimidazioni, dall'altra, occorre dirlo, si abusa di questa libertà per rovesciare fandonie o frivolezze nella rete.
Voglio ricordare un caso che non è di poca importanza: un vignettista, non molto tempo fa, fu minacciato dal'autorità musulmana per aver disegnato una caricatura raffigurante scherzosamente Maometto; ora, invece di farsi subito impavidi difensori della democrazia, occorrerebbe riguardare le nostre priorità, sia qui sulla rete, sia nella stampa, ovunque: la nostra priorità è quella di colpire il senso comune, o di informarlo soltanto, perché si problematizzi su qualcosa in modo serio?...
Spero che per quanti possono diffondere una notizia, certificata o meno, ossia ormai praticamente tutti, la priorità sia sempre la seconda.
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gimba
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MessaggioInviato: Ven Mag 01, 2009 4:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

d'accordo sulla seconda priorità,
e senza se e senza ma.
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MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2009 3:15 pm    Oggetto: CI SCRIVE UN HACKER Rispondi citando

Ci scrive un hacker

Fra le tante risposte ricevute, ci sembra particolarmente degna di attenzione la mail riportata qui sotto. Pubblichiamo la lettera del nostro amico così com’è su sua autorizzazione, senza commenti ulteriori e tralasciando solo il suo vero nome, riservandoci eventualmente di aggiungere in futuro la risposta inviatagli.

Caro Cristiano Sias,

ho letto questa tua email molto significativa. Sono iscritto a "nuova poesia", sono un poeta, sono uno scrittore ("Microsoft Monstrum" ed. Malatempora,

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, è mio) ma sono anche un hacker molto attivo proprio contro soprusi di questo tipo. Qualsiasi cosa possa tentare di mettere bavaglio a Internet è per me motivo di interesse e di agguerrita contestazione.

Tengo intanto a precisare che gli hackers non sono quelli descritti dai MassMedia, quelli che Mettono virus, che rubano codici o carte di credito, che entrano nelle banche via telematica, ecc...

Gli hackers sono un movimento che hanno costruito Internet, a loro si deve il formato MP3, a loro si devono tutti i programmi gratis oggi esistenti, a loro si deve il file-sharing. Proprio a riguardo di queste leggi-bavaglio, il 28 Marzo a Roma si è tenuta la "Festa dei Pirati": una manifestazione di protesta contro proposte come quelle della Carlucci di filtrare la rete per determinate ragioni (se ne possono vedere degli stralci su youtube).

Ebbene, vorrei rassicurare sia te che chiunque come te che sia sensibile al problema della libertà di espressione, che gli hackers non restano lì a guardare. La manifestazione ha avuto un grande successo e nel mondo dell'underground telematico ci stiamo muovendo. Non ci metteranno MAI il bavaglio! Vorrei rassicurarti per quello che concerne ogni tentativo di controllo da parte delle autorità. Internet è nata allo scopo di essere LIBERA e di scambiare materiale. La cultura non va imbavagliata né controllata in alcun modo.
Il medioevo è finito nel 1492, sono passati oltre 500 anni.

Scrivo questa lettera allo scopo di creare una sorta di unione popolare, vorrei che la gente capisse che ci sono organi non ufficiali ma molto più validi per risolvere questi problemi in rete. Esistono reti mash nel caso in cui i governi riuscissero veramente a controllare quelle ufficiali. La bocca, fosse anche quella telematica, NON CE LA CHIUDERANNO MAI! Appoggiatevi con fiducia agli hackers, quando sorgono questi problemi usate i canali giusti. Esistono siti come il mio che si occupano proprio di rendere pubbliche certe cose che la gente ignora in campo telematico-informatico (http://www.geb-soft.com) usate i nostri siti per comunicare. Iscrivetevi ai nostri piccoli e umili social-network, che non possono vantare la potenza e l'autorità dei grandi social come facebook o myspace o netlog ecc. ma che forse valgono molto ma molto di più! Non solo il mio sito ma quello di altri hackers attivi possono essere utilizzati come punti di riferimento in caso di intervento "ABUSIVO" delle autorità. Non è difficile trovare questi piccoli social-network. Trovato uno spesso vi si trovano riferimenti anche per altri.

Non abbiate paura degli hackers. Non siamo contro la gente ma solo contro l'istituzione che vuole soggiogare la gente! È semplicemente naturale che i massmedia ci dipingano come criminali, per loro lo siamo! Ma la gente DEVE essere tutelata da qualcuno. Dal momento che la gente è ignorante (e giustamente, visto che ognuno ha il suo mestiere) in materia informatica, noi vogliamo evitare che persone anche più ignoranti se ne approfittino solo perché hanno una posizione di autorità che glielo consente.

Ringraziandoti per la segnalazione (che per altro era stata già presa in considerazione dagli hackers già quando fu proposta) ti invio insieme alla presente

CORDIALISSIMI
SALUTI

(segue firma)


(pubblicato da Cristiano Sias)

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pluriverse
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MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2009 4:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Definizione di Hacker: (da Wikipedia)

Un hacker è una persona che si impegna nell'affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d'interesse (che di solito comprendono l'informatica o l'ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
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lina d'amico
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MessaggioInviato: Mer Mag 06, 2009 11:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

salve Hacher buono,(mi creda, senza ironia) quanto peso potrete avere nel migliorare la "democrazia reale " in Italia, voi date degli imput di conoscenza teorica a chi spettera' mettere in pratica i buoni propositi?
Quante teste pensanti (libere) ci sono rimaste in Italia, che sappiano rendersi conto del "pericolo" che stanno correndo; io , saro' pessimista, penso ce ne siano pochine,
nella mia piccolezza, cerco di " pensare"..., qualche volta ci riesco.....forse...ma...non so...

Se mi puo' dare un chiarimento, voi volete solo mettere alla prova le vostre grandissime capacita' informatiche, insomma grande intelligenza? quali sono i vostri reali obbiettivi?
Tutelare la totale liberta' di espressione in Rete?

ma la liberta' totale senza regole non e' fatta per l'uomo,la usa quasi sempre male,.... trovo difficile argomentare , vado cosi' ad ...intuito..

o bastera' che Le Regole le abbia Fortemente solo colui che guarda...per far si che Tutto vada nel migliore dei modi possibile...?

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il poeta lui solo ha illuminato il mondo che in ognuno di noi in frantumi è scisso ma esaltando anche ciò che lo tormenta da alla rovina purezza infinita ed anche la furia che annienta si fa mondo R.M.RILKE
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daniela sulas
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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 12:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto con molto interesse questo Dibattito che non fa altro che confermare sensazioni e umili ragionamenti che spesso mi trovo a fare difronte a certi fenomeni di velate minacce d'imbavagliamento alla libertà di espressione.
Credo che alla fine si arriverà al dunque.
La "popolazione" che abita il mondo di internet sempre più numerosa che faccia paura ai Signori è risaputo, perchè vorrebbero mantenere il controllo su ogni minimo movimento possiamo immaginare davanti ad una grande energia che pretende di difendere la propria libertà come accade nel web come si sentano in diritto di reprimerla.
Siamo a conoscenza che in alcuni Stati l'informazione e la connessione virtuale è sotto controllo e l'oscuramento pilotato di siti ha avuto soddisfazione da parte dei Governi, ma la nostra Nazione a mio parere dovrebbe scrollarsi di dosso l'apatia tendente a farsi guidare dal Potente dimenticando di essere tutti dotati di libero arbitrio.
Seguo oramai pochissimo la tv e i miei canali d'informazione sono su internet.
Ho la possibilità di crearmi delle opinioni e soprattutto depistare i filtri che sono noti, ci vengono imposti dai media.
Un'occasione fra tante e tra quelle più attuali è stato per il terremoto avvenuto in Abruzzo, già dopo poche ore dall'avvenimento apprendevo notizie differenti e sicuramente più attendibili di quelle che cominciarono a propinarci in tv.
Ma torniamo ad internet e all'amico hacker.
Conosco la vostra storia, anche in questo caso per una mia curiosità cercai di farmi un quadro di chi siate e cosa è che tanto vi fa temere.
Ed è sempre la paura quando il potere si confronta con un'intelligenza nuova, libera, dinamica, eclettica, padrona di fondamenti della matematica, fisica, etc etc... che si attiva per seminare sull'ignoranza
il seme della diffidenza e dell'estraniazione forzata da certa cultura.
Considerato l'orario perdonate se il mio ragionamento esposto sarà confusionario, spero di aver almeno reso l'idea che sono per la libertà e per quanto concerne le regole sono dell'opinione che le regole arrivano spontanee dove esiste coerenza, rispetto, cultura e l'idea di confrontare e condividere tale libertà.

Un caro saluto a tutti a te Cris un abbraccio stretto.

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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 2:15 am    Oggetto: Rispondi citando

ma che informazione possono fare i giornali se sono gestiti sponsorizzati dalle lobby di potere,come fanno a essere liberi?..impossibile..può mai un cane mordere il padrone e poi pretendere che nulla sia successo?...amen

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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 2:50 am    Oggetto: Rispondi citando

riguardo agli hacker,essendo io una zappa in informatica li ho considerati
come dei perditempo che si divertivano a far danni ma da ciò che apprendo
hanno tanto di loro ideologie condivisibili( sul metodo di farle valere mi astengo per questioni di legge) anche se devo dire poco hanno fatto a farle conoscere ai più-ben hai fatto a pubblicare questa lettera..amen

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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 12:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Credo sia giunto il momento di pubblicare parte della mia risposta inviata a quella lettera. Successivamente aggiungerò alcune considerazioni personali su quanto letto fin'ora. Saluto Daniela, contento di rivederla sempre fra noi ogni tanto e voi tutti.

Caro X,
la tua lettera l’ho letta davvero con piacere e curiosità. Non ti nascondo che la cosa che mi ha colpito maggiormente è stato il fatto di dichiararti hacker e la lunghezza della stessa, ma non per i motivi che forse potresti immaginare. Probabilmente non potevi sapere che sono anch’io un informatico da 30 anni e che non avevi certo bisogno di difendere gli hacker con me. Conosco molto bene infatti le loro idee e le motivazioni, so che sono persone che non si perdono normalmente in parole, non mi è oscuro il leet e il glider e provo molta solidarietà per quel mondo di angeli del web che seguo fin dai tempi di Gosper e Stallman.
Ricordo un editore un po’ suonato che mi accusò pubblicamente in un sito di scrittura ormai defunto di essere amico di criminali informatici, solo perché gli dissi che non doveva sfidare così pubblicamente il net vantandosi dell’impenetrabile (a suo dire) sicurezza del suo sito. Ti dico questo perché, se hai letto il topic su Nuovapoesia al link

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, a parte la lettera che già conosci, in un commento parlo proprio dell’abissale ignoranza del mondo dell’informazione riguardo all’internet people. Certamente è come dici, hacker e criminali (informatici o no) non hanno nulla a che spartire. Un delinquente non potrà mai dichiararsi hack.

Tornando a noi, sono contento che tu faccia parte del nostro gruppo e la tua lettera si spiega proprio per il fatto che sei uno scrittore e un poeta, esattamente come me che mi trovo casualmente e forse immeritatamente a gestire Nuovapoesia, l’unico sito in realtà interamente scritto disegnato e gestito dalle manine di un poeta informatico, fra tutti i trools e i creatori di community in cerca di gloria effimera sul web.
Non hai quindi bisogno di rassicurarmi, perché sono un frequentatore e lettore assiduo dei siti hacker, sempre fonte preziosa di informazioni, da sempre in prima linea su questi argomenti e che dell’open source ha fatto una bandiera e filosofia di vita.

(omissis)
(segue richiesta di autorizzazione alla pubblicazione e saluti)

Cristiano Sias

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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 12:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ed ora alcune considerazioni:
Capisco lo scoramento di Lina, ma non confondiamo quindi hacker con derivati e ogm; i mash-up (praticamente nuove piattaforme sperimentali per la ricerca di informazioni alternative all’internet ufficiale) sono qualcosa di più di un supporto virtuale o culturale, se ricordiamo per esempio che la nostra civiltà è figlia delle catacombe romane. L’esistenza crescente di softwares alternativi a Windows e al dominio Microsoft, ancora più validi e compatibili di Windows stesso, è una garanzia di libertà, non di anarchia, perché anzi le regole sono rigide, soltanto che sono “gratuite”, quindi fuori dal potere dominante che vive solo sul vile denaro. Firefox, Ubuntu sono parenti di questa cultura, per esempio e non mi sembra che siano fuori controllo, anzi…
A chi parla di diavolerie moderne io devo rispondere, da informatico, che bisogna stare attenti ai tribunali dell’inquisizione di triste memoria, secondo i quali non dimenticate che verremmo mandati tutti al patibolo solo per aver inventato il telefono, e che non si deve mai generalizzare su nulla: per esempio io sto dalla parte degli ambientalisti sull’argomento Ogm, ma se la biotecnologia mi farà andare mille volte più veloce il pc e risolverà davvero la fame del mondo allora mostrerò delle aperture senza alcun indugio. Certo, il progresso ci conduce su campi minati e occorre fare molta attenzione, perché anche il concetto di bontà oggi è cambiato, sposandosi a quello di utilità in antitesi a stupidità e oppressione. Una cosa è certa, come ho scritto nella mia risposta: uno stupido e un disonesto non saranno mai un hacker, cioè non possono fregiarsi di quel titolo. L'argomento, lo sappiamo, è ben più vasto. Non vogliamo qui tessere le lodi di un movimento o fare un processo, ma è ora di dire le cose come stanno: sicuramente non esistono hacker buoni o cattivi, ma hacker e delinquenti. Nel senso che lammer, spammisti, crackers, ladri informatici e porcherie varie non possono essere chiamati hacker. Sarebbe un ossimoro. Così come indicava Pluriverse nel suo richiamo a Wikipedia, che è un’altra struttura presa di mira dai governi con la patetica scusa che il libero accesso e contributo provocano un’informazione “errata” alle masse, che sarebbe un po’ come dire: poiché la verità è una sola ed è un valore assoluto, aboliamo tutti i giornali e lasciamone uno solo.

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MessaggioInviato: Gio Mag 07, 2009 11:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Lo ammetto sono venuta a prendere il tuo saluto Cris, ma anche per vedere come proseguiva la discussione.
Ho letto gli aggiornamenti e la tua disamina.
In sintonia perfetta con te.
Mio marito è un'informatico, e diciamo che grazie a lui ho compreso quei lati un pò nascosti di certe "questioni" rispetto al mostro sacro Bill Gates.
Il terreno per me diventa difficoltoso, concludo salutandovi e verrò per ulteriori sviluppi.
buonanotte!
Wink

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MessaggioInviato: Dom Mag 10, 2009 4:27 am    Oggetto: Alcuni chiarimenti Rispondi citando

Per quello che concerne il "mostro" di Bill Gates, mi fermerei all'epiteto "mostro" evitando l'aggettivo "sacro". Bill Gates è solo un mostro di avidità furterie e mala informazione. Non vado oltre altrimenti dovrei fare promozione al mio libro e non mi sembra un contesto corretto qui.
Per quello che concerne questa benedetta parola che ho visto apparire in questa discussione, "anarchia", vorrei specificare che non si tratta di un termine dispregiativo o poco auspicabile. Al contrario sarebbe molto bello se fossimo in regime di anarchia. Perché? Beh ma perché essere anarchico non significa essere contro tutto e contro tutti, come molti pensano. Questo significa essere iconoclasti. Invece l'anarchico non accetta il potere di uno stato sopra delle regole che possono tranquillamente essere gestite dal popolo. A questo riguardo sento spesso persone che mi dicono: "Il popolo non è pronto per una cosa simile. Non è possibile lasciare alla gente la capacità di autogovernarsi perché se ne approfitterebbero"
Mentre ritengo abbastanza reali queste considerazioni, vorrei d'altro canto attirare l'attenzione sul fatto che anche i bambini a un certo punto vanno responsabilizzati. Ci sono momenti un cui il genitore spinge il figlio a muoversi NON PIÙ dicendogli tutto quello che deve fare ma lasciandogli della libertà insegnandogli anche a pagare le conseguenze delle scelte sbagliate. Questo è quello che dovrebbe "subire" un popolo. Dal momento che non vengono addestrati a decidere, si sentono autorizzati ad aspettare passivamente le decisioni che prende per loro un governo qualsiasi riservandosi poi il "sacrosanto" diritto di criticare quelle decisioni se le cose non vanno come pensano loro. TROPPO COMODO! Allora che imparino ad autogovernarsi! Che imparino a gestirsi! Che imparino che la loro libertà termina dove inizia quella del loro prossimo e questo SENZA che ci sia un'autorità a dirglielo. Questa pigrizia di coscienza è rovinosa per un popolo e il popolo italiano risulta essere veramente fra quelli più pigri e meno operosi che si trovino.
Come ultima battuta vorrei rispondere a qualcosa che chiedeva Lina. Tu Lina mi chiedevi se gli hacker vogliono solo mettere alla prova la loro capacità informatica o se vogliono tutelare la libertà di espressione. Non è semplice rispondere a questa domanda in quanto sono vere entrambi le causali. Sì, è vero che gli hacker amano mettersi in gioco e sfidare le proprie capacità per vedere se riescono a passare le limitazioni imposte. Sì, è altresì vero che facendo questo liberano quei limiti che impongono restrizioni anche a chi non è pratico della rete. Alcuni esempi? Il formato MP3 dei file è stata una rivoluzione. Inizialmente sembrava che avessero fatto una cosa illegale, poi con il tempo è diventato un business per tutti (soprattutto per chi vende chiavette usb, ipod, e lettori vari).
Altro esempio, il file-sharing: ancora controverso per le leggi sui copyright ma innegabilmente il miglior modo per promuovere materiale multimediale, essendo il file-sharing il responsabile del 75% degli acquisti di cd, dvd e vario materiale che una volta conosciuto attraverso lo scambio trova poi l'intenzione da parte del fruitore di averne una copia originale. Per questi argomenti vi inviterei a consultare il mio sito come scrissi nella mia lettera al preziosissimo Cristiano Sias confermando che si tratta di un sito completamente esente da qualsiasi similitudine da questo (qundi senza timori di eventuali concorrenze). Se vi leggete gli articoli che posto sono quasi tutti orientati a questo tipo di argomento e forse leggendoli potete evincere da soli il tipo di filosofia che muove un hacker in modo molto più efficace di quanto possa fare io con 500 parole.
Il sito è
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Un saluto e un ringraziamento a tutti per l'attenzione prestatami

Gabriele De Luca
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MessaggioInviato: Dom Mag 10, 2009 10:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Ti aspettavo, Gabriele/DoctorWho e sono lieto che tu non abbia mancato l’appuntamento. Non c’è dubbio che piacciano anche a te i terreni minati: personalmente, ho sempre ritenuto l’anarchia (come il comunismo, ma molto più di quest’ultimo) una bella utopia, pur non condividendola. Bella e pericolosa, anche se non ho mai seguito le masse nell’interpretazione dell’assenza di regole che la identifica. Ma da sempre il mondo è vittima delle generalizzazioni.
Possono sembrare strani questo atteggiamento e questa apertura in una persona nota anche per la sua intransigenza radicale, soprattutto verso gli stupidi e i parassiti, certamente più prossima a idee meritocratiche e di ordine sociale che di buonismo interessato ed eguaglianza globale, eppure non è poi così distante invece la mia posizione. No, io ho sempre pensato che non siamo tutti uguali e che esistono esseri superiori ed esseri inferiori, persone meritevoli e scarti sociali. Eppure proprio per questo apprezzo e ti ringrazio per le tue puntualizzazioni. Sarà forse che oggi sono proprio gli inferiori a comandare e che si giudica il fallimento in base al portafogli e la menzogna e non le reali qualità o capacità mentali? Che oggi è quasi impossibile la realizzazione artistica, fuori da una tessera di partito o un nucleo di potere? Il web sta ridando voce ai senza voce. Abbiamo in fondo molti esempi di microrealizzazioni anarchiche in Italia e nel mondo, se solo pensiamo al concetto di famiglia, quel "guscio d’uovo" che appunto si tende a distruggere proprio per eliminare l’ultima oasi "reale" di libertà rimasta, quella senza telecamere, dove “uno lava i propri panni sporchi da solo” e si fa le sue regole o non regole in completa autonomia. Giustamente sono le depravazioni del concetto che preoccupano, l’hacker che diventa cracker per capirci, o il genitore che diventa pedofilo o quello che vi pare. Il marcio è fra noi. Così da perfetta utopia l’anarchia diventa quella che viene comunemente intesa, e cioe caos assoluto, germoglio del diavolo. Non c’è nulla di più corruttibile o ricattabile della libertà assoluta, sarete d’accordo su questo. Trovare il punto d’equilibrio in questa anomalia critica dovrebbe essere l’obiettivo di chiunque volesse veramente ampliare l’orizzonte proprio e del mondo intorno. Tanti microsistemi che possano sperare un giorno di fondersi in un sistema solo, intercomunicanti e mantenenti comunque sempre la propria individualità. Forse è questa la vera utopia sociale. O il sogno da realizzare.

Dovresti parlarci del tuo libro, in Associazioni e segnalazioni potresti intanto segnalarlo e darci i riferimenti. Un abbraccio a tutti

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MessaggioInviato: Dom Mag 10, 2009 12:47 pm    Oggetto: Utopia Rispondi citando

Che l'anarchia fosse un'utopia... nessuno ha mai detto il contrario. Per quello che concerne la meritocrazia e le classi di livello sia intellettuale che psicologico, beh questo è semplicemente naturale. L'anarchia non cerca di standardizzare a un unico livello tutte le persone, favorendo in questo modo anche pigri, fannulloni e opportunisti. Al contrario in regime di anarchia posso sostenere di essere tanto libero con la mia estrema elevatura intellettuale quanto posso esserlo con la mia bassa e gretta ignoranza e amorale opportunismo. Infatti l'anarchia mi lascia vivere esattamente come io scelgo di vivere senza che il mio vicino mi giudichi per non essere conformato a una società di stereotipi MA lasciandomi TUTTA la responsabilità delle scelte che faccio, raccogliendone i frutti per amari e marci che siano. Non posso andare dal mio vicino e dire: "Tu non vai bene perché ti fumi le canne e stai tutto il giorno a poltrire mentre sarebbe giusto che ti alzassi da quel divano e provvedessi alla tua famiglia". In un regime di anarchia se ti vedo in queste condizioni ti saluto, ti rispetto e lascio vhe vivi la tua vita esattamente come preferisci. Poi, se tua moglie ti lascia perché è stufa della vita che le stai facendo fare, amico mio non puoi andare a piangere da nessuno, se uno stato NON PADRONE ma servitore ti taglia le utenze perché non hai pagato, beh è un frutto della tua condotta. Se un giorno ti troveranno un tumore ai polmoni per tutte le canne che ti sei fatto, beh vorrà dire che la tua sconsideratezza ti ha restituito un frutto degno dello stile di vita che hai tenuto. Non sarò certo io anarchico a venirti a farti paternali o a PUNIRTI per uno stile di vita che riguarda te solo. In egual misura io stesso voglio sentirmi libero di vivere la vita che preferisco senza che la massa dica: "Non è beeeehehehe...llo" (il verso della pecorella nella parola "bello" non è un caso).
Tu Cristiano parlavi di meritocrazia, benissimo! Ora ti espongo come l'anarchia vede questo concetto:
Potrebbe essere che io sia figlio di contadini o di persone con bassissima estrazione sociale che non hanno mai avuto di più del necessario per tirare a campare e andare avanti; un bel giorno comincio ad usare le mie facoltà mentali che per pura combinazione forse sono molto sviluppate e mi accorgo di avere un meraviglioso progetto. Mi mancano i fondi per realizzarlo. Cosa faccio? Vado in banca ed esponendo tutti i miei progetti e i piani di ammortamento vari chiedo un finanziamento. La domanda sarà quasi immediata: "Lei che garanzie ha?" Ma ovvio! Non ho garanzie se non il mio prezioso cervello che sta mettendo in atto un'idea stupenda con fortissimo indice di successo e con la possibilità della banca stessa di essere magari una parte vera e propria degli introiti come forma di investimento di capitali. Purtroppo questo non basta! La banca mi elargirà uno splendido sorriso, mi tenderà la mano cordialmente e mi inviterà a uscire dall'ufficio tornando quando avrò a disposizione più garanzie (cioè mai). POI....
Un giorno un tale chiamato Lapo Elkan entra in banca. Uomo di dubbi gusti morali, uomo di scarso valore intellettivo. MA... appartenente a una famiglia importante. Nella stessa banca espone il suo piano: "Ho un'idea mevavigliosa! Non ne pavlo pevché sono supevstizioso...! Ma mi sevvono 1.000.000 di euvo pev le pvime spesucce!" E prooooonti con il milione di euro per le prime spesucce, anche se l'"idea mevavigliosa" in realtà erano solo delle banalissime magliette con la scritta! Questa sarebbe meritocrazia?
Questo significa incentivare lo sviluppo intellettuale?

Sì caro Cristiano, sono pienamente d'accordo con le classi di persone più o meno meritevoli o più o meno elevate. Ma questa levatura non la vedo e non la vedrò mai espressa dalle dimensioni del portamonete!

Come puoi notare, anarchia non significa caos totale. Forse quello che tu intendi è un società "iconoclasta" dove esclude a priori qualsiasi forma di controllo o di regola. L'anarchia non vuole TOGLIERE le regole come hanno sempre fatto credere. Come nel caso degli hacker, visto che mettono una spina nel fianco a chi di dovere, vengono dipinti come dei criminali creando così uno stereotipo nell'opinione della gente , così anche l'anarchia, che tanto fa paura ai signori che governano, viene disegnata come "caos totale", "ognuno fa come gli pare", "nessuna regola - nessuna punizione". Ma è semplicemente normale! L'anarchia fa paura a chi detiene il potere è chiaro che la denigra. Per cambiare però, perché non apprendere di più sull'anarchia esaminando i concetti espressi dai grandi pensatori anarchici della storia come Pierre Joseph Proudon, come Michail Bakunin, Godwin e altri? Molti si sono resi conto leggendo questi pensatori di essere totalmente d'accordo con questi concetti e scoprono che l'anarchia fa per loro ma non lo sapevano prima solo perché l'anarchia viene tanto denigrata dalle autorità.
Ecco perché alla fine gli hackers spesso si definiscono anarchici: non accettano le regole loro imposte ritenendo che le proprie auto-regole funzionino meglio delle imposizioni e questa loro continua ricerca di libertà è a disposizione anche della gente comune.

Volevo solo spezzare una lancia in favore dell'anarchia che viene sempre costantemente confusa con il caos. Si trattava soltanto di una visione meno drastica e drammatica di un concetto che racchiude invece una grande libertà. Perché ognuno di noi vuole essere libero ma un po' egoisticamente vorremmo vedere gli altri un millimetro meno liberi di noi, questo è umano.

Gabriele De Luca
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P.S.: L'utilizzo di un nickname è un modo irrinunciabile degli hackers per mostrare l'identità che loro preferiscono. Il nick ce lo diamo da soli, il nome è imposto. Il nick identifica un operato ed è l'identità con cui desideriamo essere associati, per questo si dice "A.K.A." (Also KNOWN As - Anche CONOSCIUTO Come)
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MessaggioInviato: Gio Mag 14, 2009 9:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Era così interessante quello che ho letto che a un certo punto non sapevo più cosa aggiungere. Può essere che stiamo stordendo il lettore, vedo poca partecipazione, ma so che succede sui lunghi scritti.

Qui metto ora pensieri en passant, in seguito a quello che si è detto… e stonature confuse.

Questo accadeva 5 anni fa (fonte A - Infosnewsservice):

Martedi 30 novembre 2004, Thyde Rosell e Jean-Marc Raynaud sono stati arrestati dal SRPJ di Poitiers, con un mandato dela divisione nazionale anti-terrorismo (DNAT) nel quadro di un'inchiesta sulla complicità in una impresa terroristica. Thyde Rosell e Jean-Marc Raynaud militanti"storici", da oltre 30 anni, della Fédération Anarchiste in Francia. Avevano dato ospitalità a un bambino "sans papier" di 3 anni, che oggi ne ha 8. In seguito si è saputo che il bambino era figlio di Mikel Albizu, detto Antza, e della sua compagna Soledad Iparraguirre Genechea, alias Anboto, 2 militanti clandestini dell'ETA arrestati il 3 ottobre scorso. (omissis)
La Fédération Anarchiste solidarizza con i compagni e le loro famiglie ed esige la liberazione immediata...

Questo accadeva invece due giorni va (fonte fiscali notizie):

12 maggio 2009 - Nei loro progetti, in quanto supporto di Al Qaida in Europa, ci sarebbe stata una serie di attentati in Francia e Inghilterra e, in particolare, all'aeroporto parigino Charles De Gaulle. Associazione con finalità di terrorismo internazionale e addestramento e arruolamento con finalità terroristiche: sono le accuse per le quali gli agenti della Digos di Bari e del Servizio Centrale Antiterrorismo dell'Ucigos hanno arrestato l'imam del Belgio Bassam Ayachi, siriano di 63 anni con cittadinanza francese, e Raphael Marcel Frederic Gendron, francese di 34.
Facevano proselitismo su Internet - L'organizzazione - la cellula avrebbe compreso almeno 50 persone - avrebbe fatto opera di proselitismo attraverso la rete informatica, diffondendo materiale
(omissis)
In una pen-drive anche un file chiamato "Anarchiste" - In essa è contenuto un volume di 108 pagine dal titolo "Manuel de Guerrilla" contenente argomenti di carattere militare e tecniche di guerra non convenzionale come le imboscate, il combattimento da strada, il sabotaggio, il terrorismo, la propaganda armata e la guerra psicologica… (omissis)

Sul giornale Il secoloXIX ricordo ieri di aver letto qualcosa anche su un certo bambino "allevato" ecc., ma non trovo i dettagli sull'articolo riportato su internet. In ogni caso c'è sempre qualche ragazzino rovinato a dare continuità alla follia. Sul sito invece ho raccolto questa considerazione di un lettore che condivido e che considero alquanto interessante:

"se quelli di Al Qaeda sono cosi' ben gestiti,come hanno fatto a farsi beccare con 6 pen drive NON CRIPTATI!? Criptare un pendrive e' questione di pochi minuti,la gestione semplice e la protezione FORTE.
Solo dei tonti potevano infilare file di tale importanza in pen drive non protetti".


Insomma terrorismo tonto o no, malainformazione o no, c'è sempre qualcosa di strano nella comunicazione dei media...

Ok, oggi i terroristi utilizzano pendrive invece di fotocopie, ma insomma il ricorrere della parola anarchiste, questo loro delirante e deviato senso della libertà associato un tempo alla povera gente e oggi ai miliardi di Al Qaeda fa pensare, anche ad un mondo sempre meno bello e fa preoccupare, venire i brividi. Siamo un po’ distanti… o sono io che vivo su un altro pianeta? E' confusione di termini, sfruttamento ideologico, follia globale, generalizzazione dei media.. cosa è?
A voi le considerazioni.

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MessaggioInviato: Ven Mag 15, 2009 3:26 am    Oggetto: TERMINI Rispondi citando

Hehehe... Smile si vero! Sono molti che si definiscono anarchici solo per poter fare come gli pare. Come dicevo verso la conclusione del mio post, tutti aneliamo ad essere TOTALMENTE liberi ma vorremmo sempre vedere tutti gli altri un millimetro meno liberi di noi.
L'utilizzo improprio del termine è un fattore comune, ritengo però che con la giusta informazione la gente sia sufficientemente matura per capire chi veramente sia quello che dice di essere e chi invece si fregia di un improprio titolo al solo scopo di suscitare rumore.

Mi sembra di vedere quei ragazzini imbecilli che in chat varie minacciano dicendo "Io sono un hacker, se voglio ti FONDO il pc"... Che solo per questa bestialità che dicono dovrebbero essere sculacciati e messi in castigo 20 minuti di vergogna all'angolo.
È ovvio che fregiarsi del titolo di hacker è bello, fa chic. Poi però uno gli chiede: "Che cos'è il modello ISO-OSI del TCP/IP? Quali sono almeno tre sottoprotocolli del TCP/IP? Dove si trova il protocollo UDP e cosa significa? Perché un hacker preferisce portare un attacco D.o.S. attraverso il protocollo UDP invece che TCP e che cos'è un attacco D.o.S.?"
Ed ecco che tutta la sicurezza dell'"hacker" va a farsi benedire! Ecco che tutta la prosopopea diventa mestizia e scappano con le scuse più banali!
Sì caro Cristiano, è facile fregiarsi di un titolo. Il difficile è dimostrare che quel titolo sia veramente meritato.

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MessaggioInviato: Ven Mag 15, 2009 12:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eh… (come quei geni che si sono accorti adesso che Gates è un fanfarone e lo stack NT è praticamente quello di windows 95, uguale dopo quasi 3 lustri, ma non facciamo venire mal di testa ai lettori) attacco ddos dici…?
Non ho la minima idea di cosa tu parli :p

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MessaggioInviato: Sab Mag 16, 2009 12:07 am    Oggetto: Rispondi citando

ho letto tutto con interesse e con molto sforzo per cercare di capire, e un po' ho capito,che l'intelligenza superiore mi affascina e se anche non riesco a capire fino in fondo tutto lo svilupparsi degli argomenti i termini specifici i nessi i rimandi , percepisco comunque intuitivamente il nocciolo del problema, il potere costituito ci vuole pecoroni per megli comandarci e farci pensare e fare come fa comodo a loro in modo che si mantenga la loro supremazia economica e culturale.
Credo di avere un'intelligenza intuitiva istintiva, ma non amo tanto essere cosi', vorrei averla di tipo matematico razionale la "bellezza dell'armonia del numero mi ha sempre affascinato ma da sempre mi manca mi sfugge...
Leggere persone come voi , per me e' un grande arricchimento culturale...umano...spirituale. Purtroppo le vostre interessantissime parole
sono "relegate" in un sito di poesia, che poche persone, in definitiva leggono. Ma certo non so tutto di voi della vostra attivita' quotidiana di contatto con la gente.e potrei sbagliarmi
Vivo in un paese culturalmente sprovveduto, stagnante sotto tutti gli aspetti, voi siete ARIANUOVAFRIZZANTE.

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il poeta lui solo ha illuminato il mondo che in ognuno di noi in frantumi è scisso ma esaltando anche ciò che lo tormenta da alla rovina purezza infinita ed anche la furia che annienta si fa mondo R.M.RILKE
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MessaggioInviato: Sab Mag 16, 2009 3:05 am    Oggetto: Rispondi citando

lina d'amico ha scritto:
..........percepisco comunque intuitivamente il nocciolo del problema, il potere costituito ci vuole pecoroni per megli comandarci e farci pensare e fare come fa comodo a loro in modo che si mantenga la loro supremazia economica e culturale............


Lina che dire.... COMPLIMENTONI!!! Hai riassunto in 2 righe quello che noi abbiamo detto in 4 o 5 post logorroici. Mi inchino a tale rapida capacità di sintesi.

lina d'amico ha scritto:
Credo di avere un'intelligenza intuitiva istintiva, ma non amo tanto essere cosi', vorrei averla di tipo matematico razionale la "bellezza dell'armonia del numero mi ha sempre affascinato ma da sempre mi manca mi sfugge...


L'intelligenza è bella comunque essa sia. L'intelligenta intuitiva o istintiva come dici tu ad esempio, meglio definita anche "perspicacia" è una dote molto importante in un hacker. Moltissimi attacchi hacker sono portati a termine grazie all'intuito più che alla capacità tecnica. In gergo vengono definiti anche "Social engineering" e cioè la capacità di carpire informazioni alla gente con intuito e domande giuste. Il più grande hacker del mondo, Kevin Mitnick - "Il Condor" era un maestro in questo.


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MessaggioInviato: Sab Mag 16, 2009 3:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Cristiano Sias ha scritto:
....attacco ddos dici…?
Non ho la minima idea di cosa tu parli :p


Denial Of Service.
Interdizione al servizio: Sono attacchi portati spesso con l'ausilio di altri hacker o da luoghi dove la connessione sia particolarmente veloce, (università ad esempio). L'hacker invia attraverso una porta aperta del pc vittima una valanga di pacchetti anche danneggiati e solitamente visto che l'attacco viene portato da 4 o 5 hackers insieme il pc vittima non riesce a dare risposta a tutti quanti e quindi collassa sotto il flusso di questi dati.
Per quale motivo si usa l'UDP?
Prima dobbiamo vedere a che serve l'UDP. Essendo tu un informatico sai che il protocollo TCP/IP si basa sul principio di botta-risposta. Ogni pacchetto che viene inviato è confermato da una risposta del ricevente. Se qualche pacchetto è andato perduto e non è arrivato, il pc mandante si occupa di reinviarlo. Nel caso di server streaming (quelli che inviano immagini filmate direttamente da Internet come ad esempio youtube) si usa il protocollo UDP perché a differenza del TCP non aspetta di ricevere una conferma di avvenuta consegna del pacchetto. I pacchetti persi sono persi e amen. Questa cosa è importante altrimenti il server streaming subirebbe un collasso visto che ci sono centinaia di utenti che si connettono nello stesso momento: se ogni utente inviasse la risposta di tutti i pacchetti ricevuti si avrebbe un flusso gigantesco di pacchetti che arrivano da centinaia di utenti tutti insieme, il server subirebbe appunto un involontario D.o.S.
Tornando al caso dell'hacker, per portare un attacco D.o.S. preferisce usare il protocollo UDP proprio per evitare che, nel caso di server connesso a una rete più veloce della sua, il server riuscisse senza problemi a inviare tutte le risposte di conferma causando invece all'hacker un auto-D.o.S. L'hacker rischierebbe di restare vittima del suo stesso attacco. Wink

Piccola lenzioncina di telematica... spero di non aver annoiato i lettori.

Ciao

Gabriele De Luca
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MessaggioInviato: Sab Mag 16, 2009 8:00 am    Oggetto: Rispondi citando

DoctorWho ha scritto:
Cristiano Sias ha scritto:
....attacco ddos dici…?
Non ho la minima idea di cosa tu parli :p

piccola lezioncina di telematica... spero di non aver annoiato i lettori.

Naturalmente scherzavo amico mio, aggiungiamo quindi un pizzico di filosofia, come nella vita, dopo essermi unito ai complimenti per Lina e aver precisato che la ripetizione della "d" iniziale sta semplicemente per "distributed denial". Infatti hai dimenticato (si fa per dire) di parlare dell’esistenza di "attacco" legale e illegale, nel senso che inviare mail di per sé non è un reato, inviarle con dei contenuti dannosi sì. In fondo il compito di un server di posta è quello di gestire la posta in ingresso e uscita e se non riesce a farlo con qualche milione di invii il problema è (dovrebbe essere?) tutto suo, come dimostrano anche recenti sentenze in Inghilterra. Infatti non è neanche così raro che all'origine dei crash dei server e siti vari ci siano loro evidenti e dimostrabili difetti di programmazione. Le falle del nostro sistema, legali o no, sono tante insomma e la nostra informatica è davvero ancora a livello preistorico. Cito a tale esempio certe protezioni agli accessi ai conti bancari che farebbero sorridere un bambino e certe incredibili installazioni "istituzionali". Ricordo un articolo di Trivero che diceva "Mi è capitato giusto poche settimane fa di camminare tra gli uffici dell’Agenzia delle Entrate di una grossa città del nord d’Italia e di vedere decine di switch e router piazzati bellamente nel corridoio in un armadietto neanche chiuso a chiave. Lì un malintenzionato farebbe altro che un DoS".

Naturalmente il confine tra mail bombing e ddos è sottilissimo e in Italia come negli Usa si parlerebbe di "violazione di domicilio con l'intento di creare danni". Ecco perché - criminali e ricattatori a parte - certi attacchi spesso sono portati contro siti antipatici o scomodi o illegali come siti [CENSORED] o [CENSORED] on line, tanto per citare dei casi, pieni di worms e sempre riciclati dopo la chiusura dell'aams, responsabili impunibili di tante truffe e furti di identità e pin (non è il caso delle pubblicità che compaiono su NP, sempre verificate sotto l’aspetto legale), anche se non sarebbe compito dell’hacker proteggere un web che non sa proteggersi da solo... ma per tutto questo esistono siti certo più specializzati e come al solito mi perdo nelle divagazioni:). Sto semplificando ora solo per filosofeggiare un po', appunto. Perché infine, come nella vita, la coscienza dei propri limiti è un elemento basilare - soprattutto in un mondo imperfetto che ignora i suoi e non è capace di gestirli - e oggi ci si avvicina al pc sempre con troppa leggerezza e disinformazione.

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MessaggioInviato: Lun Mag 18, 2009 6:07 am    Oggetto: D.o.S., D.D.o.S o Email-Bombing? Rispondi citando

L'attacco D.o.S. era per sua natura un attacco portato da un hacker per interdire le funzioni di un sistema, il D.D.o.S. è un po' un'evoluzione del D.o.S. dove viene meno rilevante l'utilizzo del protocollo UDP. Infatti l'efficacia del D.D.o.S. sta nel fatto che la risposta della vittima viene distribuita a più attaccanti per cui meglio gestita dai singoli. Un'ulteriore evoluzione del D.o.S. è anche il D.R.D.o.S. (Distributed Reflected Denial of Service) che fa sembrare che l'attacco parta da un altro indirizzo, in modo tale che la risposta del server punti addirittura a un'altra vittima, infatti in questo caso spesso le vittime non sono i server ma sono gli indirizzi di destinazione dai quali si fa sembrare che parta l'attacco.
Per quello che riguarda l'Email-Bombing chiaramente si tratta di un tipo di attacco differente, solitamente vengono presi di mira i server di posta, come tu dici, e meno i singoli utenti privati che invece ricevono posta indesiderata a tutto spiano. Molti confondono un attacco di email-bombing con l'intasamento della loro casella di posta da parte di sconosciuti che propongono siti porno, siti di [CENSORED] on line o giochi d'azzardo vari, acquisto di [CENSORED] o simili, ecc. In realtà questi non sono classificati come email-bombing ma come spam. Va detto anche che lo spam non si classifica nemmeno come attacco. È solo una cattiva abitudine che hanno per far pervenire messaggi di vario genere a scopo commerciale o semi-commerciale. È vero anche quello che tu dici sulla gestione informatica negli uffici pubblici, password con il nome dei figli, password intuibili in meno di 2 minuti. Addirittura password scritte su post-it attaccate al monitor! Cose veramente dell'altro mondo. La cosa peggiore è quando si cerca di istruire queste persone nel momento in cui si fa assistenza e si chiede loro una password da inserire. Spesso si avvisano dell'importanza di password complesse, come ad esempio invece di "cristiano" come password sarebbe meglio "CrisTianO/2009".
Quello che ci si sente rispondere più spesso è, alzando le spalle con un fare quasi ridicoleggiante, che "non vogliamo nemmeno essere paranoici, insomma in fondo cosa c'è da proteggere... non esageriamo..."
E va bene... non siamo paranoici, va bene non esageriamo. Poi ovviamente succedono manomissioni varie e la gente si domanda com'è possibile. Fanno quelle facce allibite come se cadessero dalle stelle e si cominciano a domandare: "ma chi è che tocca questo computer?... Ma chi sarà che è riuscito a trovare la password..." e poi la considerazione che preferisco io: "QUI DENTRO DEV'ESSERCI UN HACKER!" E a quel punto mi andrebbe di alzarmi dalla sedia e prenderli a sganassoni sulla testa! Come se ci volesse un hacker a capire che la password di Mario Rossi sia "mario". Come se ci volesse un hacker a capire che se sulla scrivania c'è il disegnino del figlio con "ti voglio bene mamma - da lorenzo" al 999 per 1000 la password sarà "lorenzo". Eh certo! Ci deve essere un hacker!
Sì! Perché ci vuole un hacker a scoprire una password da IDIOTI!
Sì! Perché ci vuole un hacker a scoprire una password del tipo "123456"
Sì! Perché ci vuole un hacker a capire che se uno ha messo "123456" come password di entrata avrà poi la stessa password per tutto il resto, compreso anche l'accesso all'home-banking!
Ed ecco le solite disquisizioni sugli hacker... Ecco che cominciano a parlarne come di un genio! (Beh certo in confronto a loro sono veramente dei genii, dei genii forse sì... ma non degli hacker!).
E come non ricordare in quest'elenco anche tutti coloro che prendono la password come qualcosa di relativo... Quelli che non se la ricordano MAI molto allegramente... E CI RIDONO PURE!!!
Gli si chiede la password per lavorare sul pc che solitamente è salvata e quindi praticamente quasi inutile e loro sorridendo come degli ebeti: "BBOHHH!! (grande sorrisone) Vattela a ricordare adesso...!"
Ma dico io! Ma quanto sei demente? Ma quanto sei pressappochista? Secondo te a che serve una password? Ma fai la stessa cosa con le chiavi di casa? Le lasci ovunque? Le perdi? Le dai a chi capita? Ma che diavolo di atteggiamento è questo?
Ancora una volta mi chiedo:
"QUANTA DISINFORMAZIONE C'È?"
"PERCHÉ CHI DOVREBBE FARLO NON ISTRUISCE QUESTE PERSONE SULL'IMPORTANZA DI QUESTE COSE?
"PERCHÉ CHI IMPARA NON RIESCE A CAPIRE QUANTO SIA IMPORTANTE INVECE DI MINIMIZZARE?"
Forse perché viviamo in Italia... e qui è tutto un pressappoco, a partire dai governi.


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MessaggioInviato: Lun Mag 18, 2009 9:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eccone un esempio:


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non registrati: [http://europee.partitodemocratico.it/internet/censura-internet.html]

Ho lasciato il seguente commento:

Ma davvero non vi vergognate manco un po' quando fate queste denunce? Non siete stati voi a fare la famosa L69/07 ? Guardate che le sappiamo le cose, il net people non è fatto di idioti e questo dovreste capirlo sia voi sia loro.

Scommettiamo che non lo pubblicano?

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MessaggioInviato: Mer Mag 20, 2009 7:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Come volevasi dimostrare: Nè quello né il successivo aggiunto dopo, attaccano la censura e sono i primi ad applicarla. Che schifo di politica. E tutti quei polli sotto a bere qualunque panzana.

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MessaggioInviato: Mar Mag 26, 2009 7:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche qui siamo stati riportati:
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Ringraziamo caratteridiversi.org.

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