_________________ il poeta lui solo ha illuminato il mondo che in ognuno di noi in frantumi è scisso ma esaltando anche ciò che lo tormenta da alla rovina purezza infinita ed anche la furia che annienta si fa mondo R.M.RILKE
un'immagine non è mai immobile e, qualora fosse immobile, mai potrebbe essere messaggio subliminale che vive di movimento.
un'immagine si nutre di coerenza ed Hermes il dialettico (il quale separa il vero dal falso) non ha niente da spartire sul suo bastone con la Sibilla imbrogliona o con la banale Sfinge e non basta invocare l'Aura o Laura o il Lauro per comporre poesia.
provocatrice! XD
... questi versi non sono sparati a c., hanno un loro perchè e sarebbe troppo facile spiattellarlo qui... occorre penetrarlo il verso...
Volendo stare alla tua tesi, prima ti presento sora Relatività... poi ti do un aiutino suggerendoti che il messaggio subliminale è la situazione complessiva...
Sfinge è usato in senso allegorico; Hermes e Sibilla, sono accostati da una "o", dunque posti in alternativa.
L'invocazione finale, sempre la stessa, in diverse forme o lingue, è la sintesi, la ragione di quei versi... di cui apposta non ho messo il titolo... Tutto questo solo perchè te sei tu!
Tutto questo solo perché è cultura, si dovrebbe dire, ma va bene così. Basta non dire cornuto all'asino, poiché la provocazione è reciproca e apprezzabile e i provocatori noti. Ma se il sorriso e la sincerità accompagnano lo scherzo anche questo va bene. Ricordandosi del limite: rispetto e trasparenza, se possibile evitando malignità d'altrove dietro le quinte, poiché il disaccordo qui si può sempre esprimere liberamente se espresso con questo stile. Ne hai già avuto prova e sei stato tutelato. Come ben sai, poiché sei una persona intelligente, è anche una questione di opportunità.
Capisci noi waste e non ci saranno mai problemi.
Complimenti per l'opera.
... Ammazza Staff!!! Mi sembri la voce fuori campo di Gesù nel "Don Camillo"... XD
Tranquillo, io non sono della scuola Sgarbi... sono un indegno allievo di Benigni...
occorre penetrarlo, il verso? mica è una corazza, terra desolata, dove hai letto una simile concezione? il verso è specchio o velo. nel primo caso il lettore si riconosce nelle sue molteplici immagini, mobili perché varie: è narciso, quindi, non è sibilla né sfinge né hermes, meravigliosamente narciso. nel secondo caso esso è velo soltanto quando esiste un patto tra l’autore e il lettore, un patto di comunicazione, un patto ermetico sì, ma in grado di produrre una sintesi alata sul caduceo del conflitto degli opposti mediante la ricomposizione dei simboli, non attraverso un discutibile assemblaggio o un’arbitraria frammentazione.
quando il verso è insolubile sfinge, allora esso intende divorare il viandante in cammino sotto il roccioso citerone; quando è ambigua sibilla vuole imbrogliare il visitatore nel suo antro. in entrambi i casi viandante e visitatore sono prede della poesia, non fruitori. allora essi - come è accaduto negli ultimi decenni - scappano a gambe levate , salvo che non siano psicologi pagati profumatamente per analizzare le turbe dei simboli frammentati.
Inviato: Gio Giu 04, 2009 11:04 pm Oggetto: mi arrendo!!!
Ho qualche difficoltà a capire una filosofia che non sia la mia... per risolvere dovrei conoscere il filosofo ben oltre "un’immagine... immobile, statuaria, silente"...
Devo confessare che il mio sogno è sempre stato produrre una sintesi alata sul caduceo del conflitto degli opposti mediante la ricomposizione dei simboli e su questo non penso ci sia nulla da ridire... Vorrei vedere se qualcuno avesse invece il coraggio di alzare la bandiera del divorare il viandante in cammino sotto il roccioso citerone... a parte gli scherzi...
Capisco come il tuo commento sia una sorta di contrappasso dantesco, esplicitato benevolmente fin dal primo... ma io obietto, mi oppongo!!!
Non credo in un'espressione che debba avere canoni prestabiliti, siano essi i miei o quelli di chicchessia, o indici di ermeticità, alla stregua dei misuratori cittadini di ossido di azoto... e questo lo dico da tempi non sospetti (sull'argomento ho già dovuto dire la mia tempo fa, perchè tu esprimi la tua critica in modo legittimo e per me piacevole, ma c'è anche chi, altrove, pretende che per pubblicarti tu modifichi dei versi del tuo lavoro...)... il viandante ha ampia facoltà di scelta, è accorto e non si fa divorare così facilmente. Per lo stesso motivo ho la pretesa di avere le mie concezioni senza averle necessariamente lette da nessuna parte, o comunque averle fatte mie in un contesto di formazione non riconducibile ad una fonte ben determinata. Dunque il verso non è solo specchio o velo, ma è una miriade di altre cose e sebbene ci sia anche chi pensa che l'unica persona incapace di capire uno scritto sia il suo autore, fatto suggestivo, ma opinabile, io ritengo che il verso vada penetrato, cioè posseduto, cioè capito al di là della sua forma esteriore e di un simbolismo più o meno convenzionale... altrimenti il povero viaggiatore rischierebbe non di essere sbranato, ma di morire di noia... Agape![/i]
_________________ il poeta lui solo ha illuminato il mondo che in ognuno di noi in frantumi è scisso ma esaltando anche ciò che lo tormenta da alla rovina purezza infinita ed anche la furia che annienta si fa mondo R.M.RILKE
ok, allora sappi che la seguente poesia minimalista (tale soltanto per la mancanza di avverbi):
“si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie”
non annoia, sebbene essa si fondi su simboli universali. universali, non convenzionali - quando mai un simbolo è convenzionale? non sarebbe un simbolo se fosse convenzionale, appena un segno -
e ancora sappi che il padre dell’ermetismo non fece mancare il titolo (soldati) giacché esso rappresenta il patto comunicativo, la chiave d’ingresso alla poesia, perché l'ermetismo – da hermes l’eloquente - non è corazza bensì dialettica con il lettore. sull'opinabilità che soltanto l’autore sia in grado di conoscere perfettamente la propria opera ma che il lettore possa possederla. beh, probabilmente bisognerebbe studiare un po' di ermeneutica (il Circolo della Conoscenza, per esempio). anzi, lo sconvolgente è che c’è chi crede che neppure gli autori siano in grado di conoscere pienamente la loro opera. mi riferisco ai poeti che sono stati sul Parnaso, naturalmente, non a chi ha sempre composto a tavolino.
per quietarvi gli animi e farvi capire il vero valore di quello che scrivete , scrivo, bastera' andarci a rileggere e meditare i Grandi menzionati, ed anche "THE VASTE LAND"(1)
_________________ il poeta lui solo ha illuminato il mondo che in ognuno di noi in frantumi è scisso ma esaltando anche ciò che lo tormenta da alla rovina purezza infinita ed anche la furia che annienta si fa mondo R.M.RILKE
Inviato: Sab Giu 06, 2009 6:18 pm Oggetto: para....
lina d'amico ha scritto:
per quietarvi gli animi e farvi capire il vero valore di quello che scrivete , scrivo, bastera' andarci a rileggere e meditare i Grandi menzionati, ed anche "THE WASTE LAND"(1)
(scusa se ho corretto)
Ciao Lina, ti riferisci al padre della semiotica Charles Sanders Peirce? comunque rasserenati, il mio animo è quieto, nè ho ragione di dubitare che lo sia quello di Rebecca, il fioretto è uno sport, dopo ogni sfida ci si abbraccia...
Avendo notato il ritiro del Gesù, voglio sperare che il dialogo tra me e Reb non abbia turbato alcuno... in attesa di conforto soprassiedo all'ardua risposta...
Infatti Thewasteland2, ti confortiamo: nessun turbamento, al contrario un atto di umiltà. L'abbiamo tolto perché ci pareva stonasse con l'alto livello raggiunto dal topic. Un atto di apprezzamento dunque, dove la battuta del momento aveva senso, appunto, solo in quel momento e poteva essere tolta per rispetto del resto.
Poi qualcuno avrebbe potuto prenderci sul serio e si sa che noi non amiamo troppo apparire, se non con qualche miracolo ogni tanto.
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