Inviato: Ven Gen 06, 2012 8:00 pm Oggetto: E' MORTO. EVVIVA.
E’ morto. Evviva.
Amiche, amici
che c’è? Non mi direte che è arrivata la vecchietta e avete già dimenticato gli auguri, le lucette, le barbe bianche finte imparentate con halloween, i gesù bambini scomparsi o rapiti e quelli invisibili, i ”mari o monti” (fin troppo) visibili e le miserie, le bontà e i miliardi spesi in botti dalle istituzioni globalizzate in crisi o i pasticcini e panettoni avanzati, gettati a milioni nella spazzatura dilagante o riciclati per la prossima festa del “vogliamoci bene”…oppure forse ci pensate solo ancora un po’, quando andate a fare benzina?
Tranquilli, non vi sto inviando il solito banale messaggio di auguri di fine o inizio anno.
Anzi, devo dirvi che in queste “vacanze” mai così necessarie e mai così inopportune, per la prima volta in vita mia non ho mandato gli auguri a nessuno. In uno dei miei (rari) momenti di follia psico-filosofico-informatica ho pensato: non è di auguri che abbiamo bisogno, ma di gesti.
Sempre lo stesso Sias, penserà qualcuno.
In verità, non so voi, ma per me questo duemilaeundici è stato l’anno peggiore che io ricordi. Il che significa senza ombra di dubbio il peggior anno degli ultimi 50 anni, essì che ne abbiamo passati che “di peggiori non si può”. Ci pensavo, mentre faticavo spudoratamente a mandar giù un panettone di plastica con un purissimo bicchiere di spumante di sorgente italiano da 2 euro, sentendomi pure in colpa.
Ho passato questi giorni di festa come in una sorta di trance carezzevole, di pania cosparsa di zucchero a velo mandorlato e di dolce apatia rigeneratrice. Ognuno la veda dal punto di vista che vuole, sia esso psicologico, sia materialistico, o sia spirituale o populistico-demagogico. Tanto, amiche, amici, la verità non cambia a seconda del punto di vista di chi la osserva.
E come certe verità, a volte c’è bisogno di tempo per afferrarle appieno: No, non è di auguri che abbiamo bisogno ma di gesti e di esempi d’onestà e di rettitudine. Questo messaggio è un gesto. Un abbraccio è un gesto. Gli auguri non servono a nessuno, non aiutano a mangiare, a pagare le bollette, mentre un gesto d’affetto sincero può aiutare anche a ritrovare un po’ di carica, di voglia di vivere, a stimolare quella luce che ognuno di noi si porta dentro. Proprio così, quella luce immensa che ci fa alzare la mattina, che ci fa lottare anche quando ci sentiamo sfiniti e senza uscita, che ci fa dare una carezza ai nostri figli e un sorriso agli amici anche se sentiamo la stanchezza nel cuore, e che dimentichiamo spesso di avere, abbagliati dalle falsi luci che ci ruotano sempre più vorticosamente intorno, storditi dai falsi profeti e dai critici del quotidiano, a cominciare dalle stesse persone che dicono di volerti bene e non fanno altro che spezzettare la tua autostima giorno dopo giorno.
Ecco, basta con le guerre tra poveri, ritroviamo insieme questa voglia di lottare, di vivere, insieme al rispetto per noi stessi, perché solo così potremmo rispettare ed amare davvero il nostro “prossimo meritevole”, e lasciamo perdere una volta per tutte i quaquaraquà.
Dunque abbracciamoci, e soprattutto riprendiamo coscienza, perché quella luce di cui vi ho appena parlato nessuno potrà mai togliercela ed è la cosa più preziosa che possediamo.
Abbracciamoci, sì, solo questo, per ora...è il mio desiderio per il 2012.
Cristiano Sias
(PS non fate girare questa lettera e leggetela sottovoce, non vorremmo mai che qualche adoratore del vitello d’oro o furbo miscelatore di significati e significanti (di quelli per capirci che non si fanno scrupolo neanche di usare il papa, confondendo volutamente tributi-onori con tributi-oneri, per pubblicizzare un balzello iniquo pari solo a quello delle accise truffaldine - che boomerang quella pubblicità eh?) che qualcuno insomma si accorgesse improvvisamente di non averci mai messo in bolletta anche ”quella luce”, e decidesse poi di mostrare la nostra frastornata faccia da sopravvissuti in mezzo a scarafaggi e altre schifezze, in qualche patetico spot sull’ ”evasione fiscale dei morti di fame del terzo millennio”. )
_________________ Cristiano Sias
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Caro Cristiano,
io provo nausea solo a sentirli o vederli; cambio canale, oppure prendo un libro (mi sto rileggendo la Divina Commedia) e cerco di non pensarci.
Qualche riflessione l'ho fatta anch'io; eccone una:
Hanno preparato con le ruspe un campo sterminato di fosse abbastanza profonde per ospitare una persona piegata in due a tal punto da avere il sedere fuori all’aria quando la terra tornerà a riempire il fosso.
Altri al posto loro hanno avuto il compito di piantare in ogni buco tutto ciò che serve a mantenere il loro prestigio degno del benessere e della comprensione dei loro simili. Come se non bastasse prima di prepararli al rito hanno promesso che anche loro prenderanno il posto in una di quelle buche; per intanto è d’uopo rastrellare dalle scarselle quello che c’è per passare in banca e offrirlo come obolo ai banchieri morti di fame, in nome di un dovere civile che ogni cittadino deve compiere. I morti di fame hanno altro compito e molto faticoso; anche se all’inizio qualche soddisfazione non mancherà, per fare il dovere con tutti quei [CENSORED] scoperti sicuramente qualche problema avranno anche loro; e poi, quando avranno finito, non fosse altro che per crisi di astinenza, prima scopriranno i [CENSORED] dei loro mandanti e poi se lo faranno tra di loro: noi dall’altro mondo staremo a guardare solo per vedere quanto grosso se lo faranno.
Amen, come direbbe il prode Michael, la situazione è tale che nessuno oserà censurare quel commento. A parte il becero tool automatico, naturalmente; per cui, se qualcuno non registrato leggesse la parola censored al posto dell'italianissima c-u-l-i (scritta così non dovrebbe coprirla), la legga come tale, o se preferisce "sederi", che l'italica memoria collega a nefasti passati regimi che oggi ci sembrano quasi ingenui e candidi al confronto. Perché i sederi, come tutti sanno, da sempre si dividono anch'essi in "buoni" e "cattivi".
Cristiano (come ti dissi già, altrettanto incazzato)
_________________ Cristiano Sias
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Inviato: Dom Gen 08, 2012 12:34 am Oggetto: Anno nuovo che più vecchio non si può!
Caro Cristiano,
tu ormai mi conosci molto bene e forse avrai letto anche la mia news riflessiva con la quale ho espresso i miei auguri agli amici del mio portale.
E senza bisogno di aggiungere nulla lo sai bene che sono in sintonia con tutto quello che tu dici anche perchè anch'io ho il brutto vizio di fare il "grillo parlante", ma lo faccio perchè ve ne sono le condizioni, anzi le condizioni a scrivere certe considerazioni ce le hanno create spingendoci a forza in un pozzo pieno di melma e costringendoci a reagire.
Io spero solo che il popolo italiano alla fine si svegli ed anche se le cose dovessero peggiorare e crearsi un tenore di vita più basso sia pronto a reagire per far capire che a pagarne il prezzo non debbano essere sempre i soliti ma debbano pagare tutti e di più principalmente i furbi e coloro che queste condizioni critiche le hanno create con le loro malversazioni e con la loro incapacità di gestire politicamente il paese.
Se Monti riuscisse in questo penso che la pillola sarebbe meno amara per la maggioranza di cittadini che fino ad oggi ha dimostrato di essere civile e paziente ma che alla fine potrebbe perdere la pazienza e dimostrare di saper essere anche incivile e non più paziente.
_________________ Salvatore Armando Santoro
(Organizzatore del Bando Letterario Europeo di Poesia e Narrativa Città di Montieri)
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